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Categoria: ORTODONZIA

giugno 6, 2017
allineatori stoma

Gli Allineatori Stoma sono un’alternativa vincente al tradizionale apparecchio metallico per intervenire su svariate problematiche ortodontiche.

Ma come funzionano gli allineatori Stoma?

Tramite una presa di impronte assolutamente non invasiva, il calco dei denti viene esaminato attraverso un software che mostra il piano di trattamento virtuale 3D. Esso evidenzia i movimenti dentali previsti nel corso del processo di allineamento, prima ancora di iniziarlo.

Viene quindi prodotta una serie di mascherine trasparenti, in numero variabile in base al trattamento previsto. Ogni 2/3 settimane circa si passa ad una nuova mascherina, permettendo così uno spostamento graduale dei denti. Sicuramente lo spostamento avviene più lentamente rispetto a cure effettuate con apparecchio fisso (metallico). Il paziente ha su di sè la responsabilità di indossare con costanza le mascherine.

Nei trattamenti effettuati con Invisaline per esempio o altri allineatori tutte le mascherine vengono stampate prima ancora di montare la prima. Questo ha come conseguenza l’impossibilità di correggere strada facendo gli spostamenti. Inoltre essi prevedono l’esborso preventivo da parte dello studio dentistico (e di conseguenza del paziente) di tutto l’importo del trattamento.

Con gli allineatori fabbricati direttamente nel nostro laboratorio abbiamo la possibilità di effettuare modifiche in corso d’opera se non si presentano i risultati sperati e diamo ai pazienti la possibilità di rateizzare l’importo e non versare tutto in un’unica tranche iniziale.

Questo procedimento in definitiva, rispetto ai normali brackets ortodontici, ha numerosi vantaggi. E’ invisibile, indolore, comodo, pratico, pulito e removibile per mangiare, bere, igiene orale e occasioni speciali.

 

 

 

aprile 24, 2017
russamento

Russamento? Apnea notturna? Vi svegliate ancora stanchi?

Dopo una visita con uno specialista dei disturbi del sonno, si può ricorrere a un dispositivo fatto ad hoc per aiutare a dormire meglio voi e chi vi sta accanto.

Studi dimostrano che circa il 40% della popolazione dei paesi industrializzati russa. Durante il sonno i muscoli di collo e faringe si rilassano facendo restringere le vie aeree superiori. Il flusso d’aria quindi vi transita a una velocità aumentata producendo una vibrazione rumorosa.

L’apnea notturna è invece una disfunzione grave che può essere causa oltre che di sonnolenza diurna anche di serie malattie sistemiche.

L’apnea può essere ostruttiva producendo una restrizione completa delle vie respiratorie, centrale quando manca il riflesso del respiro o ipopnea se la riduzione del respiro è superiore al 50%. Mentre l’apnea ostruttiva è caratterizzata dall’interruzione del russamento in modo molto rumoroso, l’apnea centrale non da sintomatologia esterna.

Il Silensor-sl è costituito da un bite per l’arcata superiore e uno per l’arcata inferiore collegati lateralmente da due connettori. Questo permette di mantenere la mandibola in posizione o traslata parzialmente in avanti di modo da evitare il restringimento delle vie respiratorie.

 

russare

 

La velocità del flusso d’aria diminuisce evitando la vibrazione e quindi il russamento.

Il Silensor-sl lascia mobilità alla mandibola ma impedisce abbassamenti e movimenti all’indietro. Questo lo rende un dispositivo antirussamento efficace e confortevole.

Studi dimostrano che l’anteriorizzazione della mandibola riduce il russare nell’80% dei pazienti e l’indice di apnea può essere ridotto di oltre il 50%.

Il Silensor-sl è indicato in molti casi. In pazienti con un indice di massa corporea superiore a 30 possono riscontrare una riduzione progressiva dell’efficacia di questo dispositivo. Inoltre non è applicabile in pazienti portatori di protesi mobili.

In ogni caso è necessario, soprattutto per i casi di apnea, consultare uno specialista di malattie del sonno.

febbraio 27, 2017
POWER TEETH GUARD

Il Power Teeth-Guard™  Dentaurum nasce da un’idea di Fabio Fantozzi che, a seguito di numerosi studi e ricerche in Italia e all’estero sui paradenti di tipo commerciale e di tipo individuale, ha sviluppato alcune tipologie di mouthguards professionali.

Power Teeth-Guard™, a differenza del comune paradenti sportivo funzionalizzato, presenta un’apertura anteriore per favorire la corretta respirazione dell’atleta durante le fasi di sforzo.

Il settore posteriore, invece, è realizzato da strati sovrapposti e fusi assieme di materiale specifico, con il fine di salvaguardare i denti dal digrignamento e dalla pressione durante il sollevamento dei pesi.

Particolare importanza assume il controllo dell’equilibrio offerto dal Power Teeth-Guard™, peraltro favorevolmente sottolineato dai personal trainers che hanno testato il dispositivo, nonché il miglioramento delle prestazioni fisiche dato che è studiato e costruito a seguito di una serie di esami strumentali opportunamente eseguiti sul paziente.

POWER TEETH GUARD

L’uso del paradenti nelle palestre riveste un ruolo chiave per la sicurezza e la prestazione.

Gli atleti, ma anche i comuni frequentatori della sala pesi, che durante lo sforzo o durante il gesto atletico digrignano i denti, nel tempo appiattiscono le cuspidi degli elementi posteriori e abradono quelli anteriori in maniera irreversibile, generando danni di elevata importanza alle superfici dello smalto e indebolendo i denti stessi.

Oltre a ciò, si crea un abbassamento della dimensione verticale della bocca, che compromette l’equilibrio e, di conseguenza, le prestazione sia sportive che funzionali della bocca, portando nel lungo periodo a diverse problematiche tipiche del bruxismo.

La nascita di un dispositivo medico come il Power Teeth-Guard™, aperto anteriormente per agevolare il flusso respiratorio durante lo sforzo, si è reso indispensabile per frenare lo stato di deterioramento della dentatura di un atleta e allo stesso tempo, grazie all’ausilio di esami clinici e strumentali da parte di un buon odontoiatra, per ottimizzare la performance.

Nel nostro studio diamo particolare importanza all’aspetto gnatologico (occlusione e articolazione della bocca) ed effettuiamo esami specifici per qualsiasi genere di bruxismo e squilibrio masticatorio.

Prenota una prima visita gratuita allo 0522703300 per scoprirne di più a riguardo.

febbraio 13, 2017
bite

Il bruxismo è l’abitudine involontaria di serrare o digrignare i denti e può essere sia diurna che notturna.

Secondo l’Accademia di Odontoiatria Protesica, pare che se si somma il bruxismo notturno, che colpisce il 12% della popolazione in Occidente, a quello diurno, si arriva a stimare che in Italia, una persona su 3 ne sia affetta.

Le cause del fenomeno non sono conosciute ma generalmente si parla di

  • problemi di occlusione,
  • disturbi del sonno,
  • alterazioni del sistema neurologico,
  • assunzioni di farmaci o droghe,
  • abuso di caffè, alcool o sigarette
  • ansia, stress, depressione e disturbi della personalità

Di sicuro lo stile di vita moderno porta a scaricare le tensioni sui denti, e questo non è un problema solo degli adulti ma si verifica anche nei bambini.

Spesso ce ne si accorge per il rumore che emettono i denti, ma attenzione! Solo nel 25% dei casi si emette rumore digrignando e quindi questo non può essere indicativo in modo assoluto!

Se è vero che il bruxismo può attenuarsi o intensificarsi durante varie fasi della vita e anche scomparire, i danni che causa sono inequivocabili e permanenti.

In molti casi infatti si scopre che il paziente è bruxista perché presenta abrasioni: i primi a consumarsi sono i canini che perdono a poco a poco la loro caratteristica appuntita e tendono ad appiattirsi. Il paziente però se ne accorge solitamente solo quando sono gli incisivi ad iniziare ad accorciarsi o sbeccarsi.

Ma ci sono altri segnali che tradiscono l’abitudine di digrignare: anche se il dente è rivestito da smalto, un materiale durissimo, può deformarsi (se soggetto a carichi eccessivi) e subire traumi alla base, dove lo smalto è più sottile. Coadiuvato dagli acidi presenti nei cibi e lo sfregamento energico con lo spazzolino, questo processo tende a scoprire la dentina,la parte più morbida alla base dei denti e sensibilizzarli. Se si arriva a questo punto si rende necessario effettuare otturazioni o nei casi più gravi proteggere il dente con una corona (o capsula) per evitare che l’usura raggiunga il nervo e dover devitalizzare il dente o peggio che questo si fratturi e debba essere estratto.

Oltre a problematiche legate alla bocca, il bruxismo può dar vita a:

  • indolenzimento dei muscoli masticatori,
  • frequenti mal di testa,
  • dolori cervicali,
  • fastidio alle orecchie (sensazione di averle tappate o dolore),
  • vertigini,
  • difficoltà nella deglutizione,
  • sensibilità dentale,
  • problematiche nell’aprire del tutto la bocca.

Parte della soluzione può essere rappresentata dall’adozione di uno stile di vita sano: dormire il giusto, limitare lo stress e l’assunzione di caffè, alcool, sigarette soprattutto alla sera, praticare attività sportiva per scaricare le tensioni.

Ma tutto ciò non basta! E’ necessario applicare un bite ad hoc, preparato in collaborazione gnatologo-odontotecnico, il quale fa si che le forze vengano scaricate sul dispositivo anziché sui denti di modo da proteggerli ma è studiato anche per far si che il carico masticatorio sia distribuito in modo omogeneo e non vada a sovrastimolare i muscoli cervicali e quelli del massetere.

Nel nostro studio abbiamo molto a cuore queste problematiche e per effettuare un’analisi più accurata dei carichi masticatori di ciascun paziente e ottenere un bite veramente miofunzionalizzato per il singolo caso, effettuiamo anche un’analisi elettromiografica con il macchinario BTS TMJOINT.

elettromiografia bts tmjoint

L’elettromiografia infatti è un test della durata di circa un’ora, eventualmente da ripetere nel tempo, che rileva la posizione ideale della mandibola nello spazio, in modo da controllare se l’occlusione è ottimale ed eventualmente di quanto si discosta da essa. L’esame non è assolutamente doloroso ma richiede la massima collaborazione da parte del paziente, al quale verrà richiesto di stringere e rilassare la mandibola (sia con l’ausilio di un pre-bite o meno) in modo da poter rilevare ogni singolo dettaglio e fabbricare un dispositivo il più accurato possibile.

Attenzione ai bite da farmacia! Non solo pare che non funzionino bene, ma non essendo personalizzati, possono accentuare eventuali squilibri e amplificare il problema! Oltre al fatto che molti pazienti riferiscono di trovarli sul cuscino al risveglio….

Qualora il bruxismo nel tempo abbia portato a dover ricorrere a una complessa riabilitazione conservativa ed estetica, effettuata tramite l’incapsulamento dell’intera o parziale arcata, non pensiate di poter fare a meno del bite! Esso farà sì che il lavoro del dentista venga conservato al meglio.

gennaio 25, 2017
ciuccio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il palato del bambino è formato da ossa che sono in formazione e non ancora saldate. L’utilizzo del ciuccio, per il quale la suzione non avviene mai per pochi minuti, ma generalmente per delle ore, ha l’effetto di inserire in una bocca in formazione un supporto solido che, ovviamente, invita il palato del bambino a svilupparsi, tenendo conto di questo elemento.

L’influenza del ciuccio (ma anche della suzione di biberon, dito, lingua o labbro) sul palato si manifesta su 3 piani:

1 – Sul piano trasversale, ovvero sullo sviluppo dell’ampiezza del palato, poiche’ il succhiotto si interpone tra la lingua e l’arcata superiore, impedendo alla lingua di poggiare sul palato.

L’interposizione del succhiotto, o di qualunque oggetto che viene succhiato, tra la lingua e il palato ostacola il naturale sviluppo e genera una contrazione del palato, cioè l’osso superiore può diventare più stretto di quello inferiore.

 

2 – Sul piano saggittale (per intendersi, di profilo), la presenza persistente del ciuccio determina un allungamento dell’arcata superiore. I denti davanti superiori risultano sporgenti rispetto agli inferiori.

 

3 – Sul piano verticale, con l’interposizione del ciuccio, il bambino sviluppa il cosiddetto “morso aperto”: osservando la bocca del bambino quando e’ chiusa e i denti posteriori sono a contatto, davanti si nota che i denti rimangono distanziati tra loro, e lasciano una sorta di apertura in cui il bambino facilmente interpone la lingua.

 

Ma il problema non è solo estetico! Si genera un importante problema di tipo funzionale legato all’accrescimento scheletrico ed alla deglutizione.

Un palato stretto non consente il corretto accrescimento sagittale (in avanti) della mandibola e di conseguenza essa di profilo apparirà arretrata rispetto all’osso mascellare (che contiene i denti superiori).

In secondo luogo, ma di ugual importanza, a causa della presenza fisica del ciuccio tra la lingua ed il palato e della contrazione ormai ingenerata in quest’ultimo, la lingua non trova più una sede congrua.

In una bocca sviluppata in modo fisiologico, una volta che spuntano i denti, durante la deglutizione questi rappresentano una barriera che impedisce al cibo di uscire, contemporaneamente la lingua spinge il bolo alimentare (il cibo masticato) nella gola, premendo sulla parte anteriore del palato. Inoltre in condizione di riposo a bocca chiusa normalmente il dorso della lingua poggia sulla volta del palato.

Nei bambini che utilizzano troppo a lungo il ciuccio la lingua segue uno schema diverso: assume una postura bassa, ossia rimane poggiata nella parte inferiore della bocca (il pavimento orale), e durante l’atto della deglutizione si interpone tra le arcate dentarie esercitando di frequente una spinta contro gli incisivi. In pratica avviene la persistenza del modello deglutitorio presente del neonato quando si introducono i primi cibi solidi,(deglutizione infantile), che abitualmente si modifica in seguito all’eruzione dentale.

I bambini che usano il ciuccio inoltre spesso manifestano un’incompetenza labiale, ossia hanno la tendenza a tenere in posizione di riposo la bocca socchiusa, con la lingua visibilmente sporgente.

Modificazioni simili possono però manifestarsi anche in assenza di queste abitudini: ad esempio in bambini con un frenulo linguale corto (il frenulo linguale è quel segmento di pelle che collega la lingua al pavimento orale), oppure in bambini con problemi di respirazione, (che hanno quindi la tendenza a respirare con la bocca). Ma a volte appare preponderante la sola componente genetica (per cui il bambino sviluppa una data conformazione scheletrica piuttosto che un’altra).

 

ciuccio

Questi difetti conseguenti all’utilizzo del ciuccio si manifestano sempre? E continuano a persistere una volta tolto?

Dipende da quanto viene utilizzato quotidianamente e da quando si smette di usarlo.

Intanto possiamo dire che, soprattutto nei bambini che lo utilizzano abbastanza, già all’età di 1 anno o poco più i genitori possono notare le eventuali manifestazioni osservando personalmente le arcate del bambino.

Se il ciuccio viene tolto quando il bambino ha un’età di 12-18 mesi è molto probabile che il morso si normalizzi da solo con la crescita. Ma

Nei bambini più grandi, in cui le ossa sono più solide e le deformazioni sono più importanti, spesso si creano modificazioni tali da richiedere l’intervento di uno specialista in Ortodonzia e di un Logopedista.

Con l’Ortodonzia si agisce per ripristinare la forma fisiologica del palato ed i giusti rapporti tra le arcate dentarie, ma onde evitare recidive occorre sottoporre il paziente alla valutazione specialistica di un Logopedista che possa rilevare la necessità o meno di una rieducazione della funzione linguale con appositi esercizi.

novembre 3, 2016
bambina nemo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La paura del dentista o odontofobia è molto diffusa, probabilmente per l’antica concezione che si aveva dell’odontoiatra, il quale per mestiere faceva male.

L’odontoiatria negli anni si è evoluta in modo radicale e provare dolore sulla poltrona è praticamente impossibile.

Gli adulti possono cercare di superare la paura utilizzando la razionalità e nei casi più gravi farsi seguire da uno specialista, ma i bambini? Come fare per non trasmettergli le nostre paure e non amplificare le loro?

Il bambino può avere paura perché ha avuto un’esperienza negativa precedente, perché vede i camici bianchi, perché anche i genitori manifestano timore nei confronti delle cure odontoiatriche, oppure perché il regalo che gli è stato promesso se farà il bravo lo spinge a pensare di dover affrontare qualcosa di pericoloso.
Inoltre il cavo orale è una parte del corpo assolutamente speciale per un bambino: è il mezzo attraverso cui è passato il nutrimento, è il modo che ha utilizzato per conoscere il mondo portando gli oggetti alla bocca, ed è il canale attraverso cui sono passate le prime esperienze sensoriali.
Per tutti questi motivi il bambino vive la propria bocca come il mezzo che lui stesso utilizza per mettersi in relazione con il mondo esterno, e non il contrario: l’esplorazione del suo cavo orale da parte del mondo esterno, soprattutto nelle vesti di un adulto sconosciuto in camice bianco, può essere vissuta come un’invasione del proprio spazio, una sorta di intrusione che il bambino può non essere pronto ad accettare.

Ecco allora alcune semplici regole per aiutare bambini e adulti ad affrontare i primi passi verso il dentista

1-La prima visita non deve avvenire a 11 anni ma a 3

In primo luogo l’odontoiatria moderna si BASA SULLA PREVENZIONE dei problemi e non sulla cura dei disastri già presenti. In secondo luogo il bambino vivrà meglio il suo battesimo dal dentista con una semplice visita di controllo che con una serie di appuntamenti faticosi per andare a curare vari denti cariati!

Non bisogna aspettare di avere male ai denti o avere i denti storti! Dobbiamo EVITARE che questo avvenga.

2- Prima della visita del bambino i genitori vanno istruiti

I vostri figli non nascono con la paura del dentista. Quindi se hanno questa paura vuol dire che qualcuno gliel’ha ficcata in testa.

Tra parentesi, una delle istruzioni consiste nel NON USARE MAI PAROLE COME PAURA, MALE, DOLORE, PREOCCUPARSI!

3- Durante le cure i genitori non devono essere presenti in sala

Se vostro figlio viene operato alle tonsille entrate in sala operatoria? E se viene operato di appendicite? Perfetto, neanche se viene “operato” ai denti! La presenza del genitore in sala causa tre effetti.

  • Il genitore trasmette le sue ansie al bambino.
  • Il genitore si intromette nel rapporto dottore-paziente e il dottore non riesce a “dirigere il gioco”.
  • Il bambino si sente autorizzato a fare i capricci per la presenza del genitore. Scegli un dentista che ti dia fiducia e stai fuori.

4- Il bambino non deve MAI SENTIRE DOLORE.

Quindi per qualunque procedura operativa dolorosa si deve fare l’anestesia. SEMPRE. Chiariamo una cosa: la puntura per l’anestesia non si sente, è un pizzico e il bambino non la sente, magari ci vanno parecchi minuti per farla ma non importa. È fondamentale.

Senza anestesia il bimbo sente male, si spaventa e le cure fanno schifo. Punto.

5- Porta il tuo bambino da un dentista che si occupa di bambini.

Non è assolutamente facile gestire correttamente il piccolo paziente, servono una grande esperienza, una competenza specifica e soprattutto la predisposizione mentale adeguata. Non è detto che il vostro dentista sia competente anche sui vostri figli ed è per questo che la maggior parte delle strutture hanno uno specialista che si occupa prettamente o quasi dei pazienti più piccoli.

 

1 maggio 25, 2016
bambina sdentata

L’ortodonzia intercettiva svolge un ruolo fondamentale di prevenzione nei bambini in crescita favorendo il corretto sviluppo delle basi scheletriche e quindi la corretta eruzione dei denti permanenti.

Intorno ai 4-5 anni, una visita precoce permette di individuare e di interrompere con estrema facilità le abitudini viziate, come l’uso prolungato del ciuccio, il succhiamento del dito o la tendenza del bambino ad assumere atteggiamenti a bocca aperta o viziati.

L’intercettiva consente di semplificare il trattamento ortodontico permettendo una crescita armoniosa del volto ed aumentando la stabilità del trattamento nel tempo.

L’ortodonzia miofunzionale s’inserisce all’interno della terapia intercettiva e consiste nella rieducazione della muscolatura delle labbra, delle guance e della lingua attraverso l’utilizzo di semplici esercizi o con l’ausilio di disposivi ortodontici.

La respirazione ORALE, la deglutizione atipica ed altre abitudini scorrette possono causare o aggravare uno sviluppo non corretto delle arcate dentali e del volto in generale.

La terapia miofunzionale si inserisce all’interno di un approccio globale che comprende collaborazioni e sinergie tra diverse figure professionali. Utile ad esempio l’interazione, ove necessaria, tra l’ortodontista ed il logopedista che potrà collaborare al fine di ottenere gli obiettivi preposti della terapia.

Consigliamo inoltre di abituare i bimbi già dai primi anni di vita a visite di controllo sia per la prevenzione che per prendere confidenza con lo studio odontoiatrico in assenza di problematiche, di modo da vivere più serenamente il rapporto con il dentista.

maggio 3, 2016
respirazione orale

La respirazione orale è una situazione disfunzionale per la quale un eccessivo volume di aria entra nel nostro organismo senza essere filtrato da peli e muco; questo può portare a processi infiammatori ripetuti nel tempo (tonsilliti, otiti,..) e se prolungata può portare ad una diminuzione del flusso d’aria che arriva ai polmoni.

La respirazione nasale assume quindi un’importanza fondamentale, il naso infatti ha funzione di filtro: ci protegge dall’inquinamento atmosferico, dai gas di scarico, dagli ambienti riscaldati e umidificati in modo inadeguato e dagli effetti del fumo passivo.

Nei bambini inoltre, la respirazione orale può modificare il normale accrescimento dei muscoli mascellari: se l’aria non passa dal naso i seni mascellari e le altre ossa facciali si sviluppano meno. La lingua inoltre assume una postura bassa che stimola eccessivamente la crescita della mandibola e non quella del mascellare superiore (formazione del palato alto e stretto).

La postura della lingua scorretta in posizione di riposo (quando non mangiamo e non parliamo), determina poi funzioni alterate quali deglutizione deviata e alterazioni dell’articolazione (per esempio /s/ sibilante).

Una presa in carico interdisciplinare da parte di ortodonzista, otorinolaringoiatra e logopedista permette di valutare le componenti che determinano la respirazione orale, in modo da poter risolverle.

In particolare la logopedia utilizza il trattamento miofunzionale per risolvere alterazioni dello squilibrio muscolare orofacciale in associazione all’ortodonzia nel caso in cui la funzione linguale comprometta l’esito del trattamento ortodontico.